
Ecco.
Ciò che ho vissuto ieri sera in Arena è una di quelle esperienze che ti riconciliano con la vita e, in qualche modo, te ne suggeriscono il senso più profondo.
Non te lo spiegano.
Ma lo intuisci.
Benigni in Arena per la Lectura Dantis.
L'ultimo del paradiso.
Al di là delle risate iniziali sulla politica attuale, esilarante come sempre, quando inizia a commentare Dante è una lezione imperdibile.
Per prima cosa, da campanilista che sono, mi emoziono ogni volta che nomina Verona.
E non lo fa per captatio benevolentiae.
Lo fa perchè proprio qui, a Verona, Dante, ospite di Cangrande delle Scala, ha scritto il Paradiso (non a caso dedicato al signore scaligero). Lo ha scritto qui e, suggerisce Benigni, magari l'ha scritto dove siete seduti in questo momento, traendo ispirazione dalle chiesette, dai monumenti, dalle rovine romane viste passeggiando per questa città.
Bellissima la ricostruzione raccontata dal comico toscano, della Verona di quell'epoca. Usi, costumi, abitudini...
Si sente che è emozionato a recitare Il Paradiso proprio qui.
In questa città che ha tenuto a battesimo la lingua volgare (il celebre indovinello veronese del IX secolo), che ha dato i natali a Catullo, che ha visto Shakespeare, pur non essendoci mai stato, ambientare proprio qui la più bella storia d'amore di tutti i tempi e che ha detto che fuori dalle mura di Verona c'è solo inferno.
E qui, infatti, è stato scritto il Paradiso.
Tutto torna.
E quindi via con il commento, già peraltro reso celebre in un programma televisivo natalizio di qualche anno fa.
L'avevo già sentito ma è sempre bello farselo ri-raccontare.
Come quando da bambino chiedi alla mamma o alla nonna di raccontarti la stessa fiaba che hai già sentito mille e mille volte.
L'invocazione meravigliosa a Maria, la sua descrizione come di una creatura così mervigliosa, da piacere a Dio così tanto da decidersi a farsi creare da lei...
L'inesplicabilità di ciò che poi Dante vede negli occhi di Dio.
L'infinità e la profondità di ciò che riesce a spiegare in qualche modo.
Andrebbe ripetuta parola per parola da tanto bella che è.
Ma io non sono Benigni e forse in internet tra un pò la troverete.
Infine, dopo averla spiegata, la declama a memoria.
E lì tutto acquista un senso.
Tutti si fermano.
L'arena si ferma.
Pare che anche il tempo si fermi, estasiato da tanta corrispondenza che si crea tra ciò che Dante QUI scrisse con la penna e ciò che QUI Benigni mette in voce con le sue parole piene di pathos e ciò che noi rimettiamo in circolo nel nostro corpo, dalle nostre orecchie riempite di una voce che (non quella del comico toscano, pur "umile ed alta") viene da un altro mondo.
Non stiamo ascoltando il Paradiso.
Qui, per 10 minuti, SIAMO FISICAMENTE in Paradiso.
Grazie.
E' solo ciò che riesci a dire alla fine.
O forse nemmeno quello.
Solo un suono infantile, come il bimbo che non sa ancora parlare, un suono che non ha apparentemente senso...
...D'altronde l'aveva detto Dante riferendosi alla visione divina:
"Omai sarà più corta mia favella,
pur a quel ch'io ricordo,
che d'un fante che bagni
ancor la lingua a la mammella."
domenica 1 ottobre 2006
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E' stato proprio bellissimo... Emozionante, esaltante.
Benigni è un vero artista...
già, tutte e due le serate sono state esaltanti!
Inferno e Paradiso...grande begnigni...
Grande anche colui che ti ha omaggiato del cuscino con il quale hai potuto soffrire meno il mal di schiena...eheh :p
PS: zia petunia, complimenti per il conservatorio!
Le mie natiche e le mie vertebre te ne sono grate...:-)
Bene, contento son.
Ora vai e ripeti ad alta voce:
Grazie Silvio!
:p
Neanche con una pistola alla tempia...
A meno che non ci si riferisca a Silvio Pellico.
O Silvio Martinello.
eheh...c'ho provato!
quoto zia petunia
in effetti, definire comico robertino, mi permetterai lemi, è oggi riduttivo
anche se nasce così
vi invidio
Beh, ma comico non è riduttivo.
Chiaro, se comico è solo quello di Zelig, allora si, hai ragione.
Ma se comico lo intendi nella sua più alta accezione allora, secondo me, si può esser grandi artisti "pur" o "proprio in quanto" comici.
Cmq a te invidio la toscanità...
Maremma buhaiola...
Dimenticavo...
benvenuto qui, come dissero quo e qua dopo il parto del loro gemello.
:-)
acidenti emi! gratis anche stavolta che ho pagato perfino io? ad ogni modo è stata una gran bella serata, anche se avrei preferito vedere l'altra serata
No no...
sto giro ho pagato da comune mortale.
Ma, insieme al biglietto per il concerto dei Queen, i soldi meglio spesi nella mia vita (nemmeno tanti in fin dei conti...)